Come usare il calcolatore
- Ora di inizio e di fine: se la fine è precedente all’inizio, il calcolatore considera che il turno attraversi la mezzanotte.
- Pausa non retribuita: i minuti in cui non lavori, per esempio la pausa pranzo. Lascia 0 se tutto il tempo è retribuito.
- Paga oraria: facoltativa. Serve a vedere la paga lorda del turno.
Come si calcolano le ore
I due orari vengono trasformati in minuti dalla mezzanotte. L’inizio si sottrae dalla fine; se il risultato è negativo, in mezzo c’era la mezzanotte e si aggiungono 24 ore (1440 minuti). Poi si toglie la pausa:
Minuti lavorati = (fine − inizio) − pausa e ore decimali = minuti lavorati ÷ 60.
Esempio: turno di notte
Un turno dalle 22:00 alle 6:15 con 45 minuti di pausa non retribuita:
- Le 22:00 sono 1320 minuti dopo la mezzanotte, le 6:15 sono 375 minuti.
- 375 − 1320 = −945; aggiungendo 1440 si ottiene una durata di 495 minuti, cioè 8 ore e 15 minuti.
- Tolta la pausa: 495 − 45 = 450 minuti = 7:30 ore, ovvero 7,5 ore decimali.
- Con una paga di 12 € lordi l’ora: 7,5 × 12 = 90 € lordi, senza le maggiorazioni per il lavoro notturno previste dal contratto collettivo.
Ore e minuti o ore decimali?
«7:30» significa 7 ore e 30 minuti; 7,30 ore decimali invece sono solo 7 ore e 18 minuti. Confondere le due scritture nel foglio presenze porta a pagare troppo o troppo poco. Le buste paga moltiplicano le ore decimali per la paga oraria, quindi i minuti si dividono per 60:
| Minuti | Ore decimali |
|---|---|
| 5 min | 0,08 |
| 6 min | 0,10 |
| 10 min | 0,17 |
| 15 min | 0,25 |
| 20 min | 0,33 |
| 30 min | 0,50 |
| 40 min | 0,67 |
| 45 min | 0,75 |
| 50 min | 0,83 |
Orari, pause e riposi: le regole in Italia
Il decreto legislativo 66/2003 fissa l’orario normale di lavoro in 40 ore settimanali, salvo orari più brevi stabiliti dai contratti collettivi. La durata media della settimana lavorativa, straordinari compresi, non può superare le 48 ore, calcolate su un periodo di riferimento (di norma quattro mesi). Ogni lavoratore ha diritto a 11 ore consecutive di riposo ogni 24 ore e a un riposo settimanale di almeno 24 ore consecutive, di regola la domenica.
Quando l’orario giornaliero supera le 6 ore spetta una pausa, la cui durata è stabilita dai contratti collettivi e in mancanza non può essere inferiore a 10 minuti. Se la pausa non è retribuita, inseriscila nel campo apposito. In Italia non esiste un salario minimo stabilito per legge: le paghe orarie minime e le maggiorazioni per straordinari, notturni e festivi sono fissate dai contratti collettivi nazionali di ciascun settore.
Consigli per un foglio presenze corretto
- Annota inizio e fine subito, invece di ricostruirli a fine settimana.
- Un turno di 24 ore o più non si descrive con due orari: dividilo in due inserimenti.
- Calcola ogni giorno separatamente e somma le ore decimali per ottenere il totale settimanale; se ti serve la paga oraria a partire dallo stipendio mensile, usa il calcolo percentuale per le maggiorazioni.
Domande frequenti
Come si calcolano le ore lavorate?
Sottrai l’ora di inizio da quella di fine, aggiungi 24 ore se il turno passa la mezzanotte e togli le pause non retribuite. Dalle 8:00 alle 16:30 con mezz’ora di pausa pranzo sono 8 ore e 30 minuti meno 30 minuti, cioè 8 ore.
Come si trasformano i minuti in ore decimali?
Dividi i minuti per 60. 15 minuti sono 0,25 ore, 20 minuti 0,33 e 45 minuti 0,75: quindi 6 ore e 45 minuti sono 6,75 ore decimali.
Funziona con i turni di notte?
Sì. Se l’ora di fine è precedente a quella di inizio, il calcolatore considera che il turno finisca il giorno dopo e aggiunge 24 ore.
Quanto deve durare la pausa?
Per legge, se la giornata supera le 6 ore, spetta una pausa la cui durata è fissata dal contratto collettivo; in mancanza, almeno 10 minuti. Molti contratti prevedono pause più lunghe.
Come calcolo le ore della settimana?
Calcola ogni giorno separatamente e somma le ore decimali. Le ore decimali si sommano come numeri normali; con ore e minuti, invece, ogni 60 minuti devi riportare un’ora.
Ultimo aggiornamento: 8 ottobre 2026