Cos’è il punto di pareggio
Il punto di pareggio (in inglese break-even point) è il livello di vendite in cui i ricavi coprono esattamente tutti i costi: l’utile è zero. Sotto quella soglia l’attività perde soldi, sopra ogni vendita in più genera un guadagno. È un numero chiave di ogni business plan, soprattutto quando apri un’attività o lanci un prodotto.
Il metodo di calcolo
- Margine di contribuzione unitario = prezzo di vendita − costo variabile unitario.
- Margine di contribuzione percentuale = margine di contribuzione ÷ prezzo.
- Punto di pareggio in quantità = costi fissi ÷ margine di contribuzione unitario (arrotondato per eccesso).
- Fatturato di pareggio = costi fissi ÷ margine di contribuzione percentuale.
Esempio
Un laboratorio artigianale ha 5000 € di costi fissi al mese e vende i suoi prodotti a 30 € IVA esclusa, con un costo variabile di 12 € ciascuno. Il margine di contribuzione è di 18 € per pezzo, cioè il 60% del prezzo. Il punto di pareggio è 5000 ÷ 18 ≈ 277,8, quindi 278 pezzi al mese, pari a 8333,33 € di fatturato. Per guadagnare 2000 € al mese servono (5000 + 2000) ÷ 18 ≈ 388,9, cioè 389 pezzi.
Come cambia il pareggio muovendo una leva alla volta:
| Scenario | Margine di contribuzione | Pezzi di pareggio | Fatturato di pareggio |
|---|---|---|---|
| Situazione di partenza | 18,00 € | 278 | 8333 € |
| Prezzo a 33 € | 21,00 € | 239 | 7857 € |
| Costo variabile a 11 € | 19,00 € | 264 | 7895 € |
| Costi fissi a 4500 € | 18,00 € | 250 | 7500 € |
Il margine di sicurezza
Il margine di sicurezza (fatturato previsto − fatturato di pareggio) indica di quanto possono calare le vendite prima di andare in perdita. Se il laboratorio fattura 12.000 € al mese (400 pezzi), il margine di sicurezza è 12.000 − 8333 € ≈ 3667 €, cioè circa il 31% del fatturato.
Classificare bene i costi
- Costi fissi: affitto, stipendi e contributi fissi, assicurazioni, abbonamenti, commercialista, rate dei finanziamenti.
- Costi variabili: merci e materie prime, imballaggi, spedizioni, commissioni delle piattaforme, costi dei pagamenti con carta.
Alcuni costi sono misti (energia, telefono): dividili al meglio. Il calcolo presuppone prezzo e costo variabile costanti, una semplificazione utile per decidere. Per controllare i prezzi usa il nostro calcolo del margine.
Importante: i risultati sono stime a scopo informativo e non costituiscono consulenza finanziaria. Prima di firmare fai verificare i numeri dalla tua banca o da un consulente indipendente, e leggi sempre il documento con le condizioni dell’offerta.
Domande frequenti
Cos’è il margine di contribuzione?
È quello che resta del prezzo di vendita dopo aver pagato i costi variabili di quella vendita. Serve prima a coprire i costi fissi e poi a formare l’utile.
Perché compare un errore se il prezzo è inferiore al costo variabile?
Perché ogni vendita aumenta la perdita: più vendi, più perdi. Nessun volume permette di raggiungere il pareggio.
Perché il risultato è arrotondato per eccesso?
Perché non si vende una frazione di articolo: se il calcolo dà 277,8 unità, devi venderne 278 per coprire tutti i costi.
Come abbasso il punto di pareggio?
Con tre leve: ridurre i costi fissi, alzare il prezzo o ridurre il costo variabile. Un aumento di prezzo ha spesso più effetto di quanto si pensi, perché va tutto a margine.
Il pareggio tiene conto delle imposte?
No, è calcolato prima delle imposte. Per puntare a un utile netto, dividi l’utile netto desiderato per (1 − aliquota d’imposta) e inserisci il risultato come utile desiderato.
Ultimo aggiornamento: 8 ottobre 2026